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Delitto di Garlasco: Garofano e "l'ipotesi gravissima"
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Delitto di Garlasco: Garofano e “l’ipotesi gravissima”. La dura posizione

primo piano di Luciano Garofano al Palazzo Isimbardi

Le ultime indiscrezioni legate al delitto di Garlasco hanno generato la dura reazione anche di Luciano Garofano, ex comandante dei Ris.

Le indagini sul delitto di Garlasco sembrano ormai avviarsi verso una fase conclusiva. La Procura di Pavia, coordinata dal pm Fabio Napoleone, sembra sempre più  orientata a sostenere la responsabilità di Andrea Sempio. Terminati gli accertamenti, sarà il giudice a stabilire se esistano i presupposti per il rinvio a giudizio. Parallelamente, rimane aperta la questione relativa alla possibile revisione della condanna inflitta ad Alberto Stasi. Sulla validità delle nuove ricostruzioni, tuttavia, emergono posizioni differenti. Tra i più critici c’è Luciano Garofano, ex comandante dei RIS di Parma, che aveva partecipato alle indagini nelle loro fasi iniziali. Ad Oggi, come riferito da Libero e altri media, Garofano ha parlato soprattutto delle ipotesi legate al frigorifero di casa Poggi, agli Estathè e ai rifiuti.

Mappa di Garlasco
Segnalino su Garlasco – newsmondo.it

Delitto di Garlasco: l’ipotesi gravissima

Garofano ha riconosciuto che nel corso delle prime attività investigative sul delitto di Garlasco furono commessi diversi errori, ma ritiene che tali elementi non abbiano compromesso il percorso giudiziario culminato nella condanna di Stasi.

L’ex Generale ha inoltre messo in discussione alcune delle ipotesi avanzate recentemente, soffermandosi in particolare sulle differenze riscontrate tra i brick di Estathé conservati nel frigorifero e quello rinvenuto nella spazzatura della casa dei Poggi. Secondo Garofano, differenze nella grafica delle confezioni o nei lotti di produzione possono rientrare nella normalità e, da sole, non possono essere considerate prove.

La presunta manipolazione dei rifiuti

Ancora più problematica sarebbe, secondo l’ex comandante dei RIS, l’ipotesi di una manipolazione dei rifiuti o della sostituzione del brick allo scopo di costruire elementi contro Stasi. A suo giudizio, non sarebbe disponibile alcuna documentazione scientifica, peritale o investigativa in grado di sostenere una simile ricostruzione.

Intervenendo su Oggi, Garofano ha quindi definito questa possibilità un’ipotesi “gravissima e priva di fondamento”, criticando chi, a suo avviso, trasforma semplici osservazioni visive in elementi interpretativi privi di reale valore probatorio.

“Un’ipotesi del genere appare fortemente criticabile e risulta priva di qualsiasi valenza probatoria. In primo luogo, focalizzarsi sulle discrepanze grafiche e sui lotti di produzione per alludere ad anomalie è metodologicamente scorretto. La produzione industriale dei brick, e in particolare delle lattine e dei contenitori di Estathé, può subire costanti e fisiologiche variazioni di layout, packaging e lotti a seconda dei periodi, delle linee di confezionamento o dei diversi momenti di acquisto. Giudicare tali differenze come anomale è un salto logico ingiustificato“, ha detto l’ex Generale come riportato da Libero.

In assenza di riscontri concreti sulla presunta manomissione o sostituzione del brick, dunque, Garofano ha considerato questa interpretazione priva di valenza probatoria e avverte del rischio che supposizioni non documentate possano alimentare ulteriore confusione attorno a un caso già particolarmente delicato. Per l’uomo quindi si tratta di “un’ipotesi gravissima e priva di fondamento: ma rende molti like e continua ad attrarre tanti spettatori […]”.

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ultimo aggiornamento: 16 Agosto 2026 10:38

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